• Michel Bénard

    Michel BénardMichel Bénard

     MICHEL  BÉNARD

    poète

     

    Michel Bénard


    L’arte oltre l’esilio nella poesia di Michel Bénard

    Dedicata ad un’anima gemella volutamente innominata « ... /... ouvrage dédié à une âme sœur qui se reconnaîtra ! », Exil intime / Intimo esilio è una raccolta poetica attraversata da bellezze enigmatiche, oggetti misteriosi, miraggi di paesaggi, arcobaleni, presenze irreali che, insieme all’immagine ‘nascosta’ nella dedica, accompagnano l’io-lirico di Michel Bénard nel suo esilio interiore. Un esilio che non è fuga dalla realtà ovvero rinuncia alla vita, ma ricerca di una resurrezione spirituale e di un benessere psico-mentale indispensabili all’«io» per sfuggire al male e alla paura.
    Tra suoni, silenzi, colori, luci e ombre, durante il giorno e la notte, dialogando con lo spazio – reale e immaginario – e il tempo – passato, presente, futuro –, l’«io» crea un mondo di pace, governato dalla Libertà, dove ogni sogno è realtà. Qui l’Arte regna sovrana armonizzando le differenze con eleganza, saggezza e bellezza.
    Dotato di grande sensibilità, l’«io» infonde entusiasmo e coraggio, e fissa nelle parole e nei colori la trama del sorriso ossia il valore del dialogo, della semplicità, della purezza e della speranza. In poesie-frammento dettate dalla stessa intuizione e dal medesimo impulso creatore – il loro unico titolo, infatti, è quello della raccolta –, il poeta lancia il suo umile messaggio sulla strada dell’umanità:
    Le poète errant
    Hors du temps,
    Dépose ses voyelles

    Talvolta ripiegato su aspetti mistici, quando rende omaggio alla potenza creatrice, talaltra su scene oniriche per suggerire viaggi soprannaturali, l’«io» dialoga costantemente con il «tu» per meglio capire le differenze e per meglio accettarle, ben consapevole che la diversità è un potenziale arricchimento di sé.
    Dal primo all’ultimo verso di questa raccolta, le numerose immagini dell’«alba» e delle «donne incinte» dipinte dall’«io» simboleggiano un dialogo con l’avvenire poiché incarnano l’attesa, l’annuncio di un nuovo inizio e dunque il concetto di speranza.
    Fonte di vita, la figura femminile permette all’uomo di partecipare al processo vitale. Pertanto, quest’immagine è nei versi di Bénard emblema di un legame benefico, generatore di vita, ed é preludio di speranza. Corporea o incorporea, donna-madre, donna-amante, donna-angelo, la donna di questa raccolta infonde gioia e benessere all’«io» al punto da suggerirgli l’associazione donna-amore-vita:
    Comme on aime la vie,
    Comme on caresse une femme,
    Jouer sur elle avec le ciseau,
    S’abandonner au jeu
    De l’écriture automatique.

    La donna è assimilata alla vita e all’amore; a sua volta, l’amore è accomunato all’arte, poiché amore e arte sono entrambi inquadrati nell’ottica del donare e del costruire. Ne deriva che l’arte, come la donna, è principio di vita: una vita non biologica ma artistica, praticata come un esilio intimo quale mezzo per una migliore conoscenza di sé e per un possibile superamento della solitudine e del male.
    Attraverso un ripiegamento interiore effettuato grazie all’arte e insieme all’arte, in compagnia di numerose figure femminili, l’«io» migra per «ouvrir un passage de lumière». L’anima gemella, complice e custode delle sensazioni più profonde, dei segreti, dei desideri e dei sentimenti più intimi dell’«io», accompagna il poeta in questo viaggio iniziatico per sconfiggere l’agonia con l’allegria, le lacrime con i sorrisi, le delusioni con le speranze, l’odio con l’amore: «La poésie comme une caresse métaphysique / Nous extirpe du désespoir / Pour nous conduire vers l’amour».
    Con le poesie, raccolte e tradotte in questo libro con cura e dedizione dal mio instancabile collega Mario Selvaggio, Bénard tenta di superare l’effimero, sogna l’infinito e ricerca la bellezza, la purezza e la verità. Passando dal reale al sovrannaturale, crea un arabesco di vibrazioni e pulsioni che raccontano la fragilità dell’uomo «Dans ce théâtre de la vie, / De l’éternelle comédie» e che lo esortano a percorrere la strada del dialogo. Bénard spera in una metamorfosi più solidale dei rapporti «io-tu» ovvero in un’armonizzazione migliore delle tessere che compongono il mosaico multiforme del genere umano. E, a tal fine, considera la poesia come uno degli ultimi bastioni che potranno salvare il mondo dalla barbarie, dalla menzogna e dall’ipocrisia.
    Artista di fama internazionale, al pari di tutti gli ‘intuitisti’, Michel Bénard considera l’arte e la vita come un dialogo, e pratica un’arte senza frontiere culturali che si esprime lungo un asse pluriartistico «La sculpture est un poème que l’on peut caresser». Diviso tra arti mobili e arti immobili (cfr. Ricciotto Canudo), egli crea un ponte costante tra queste due categorie operando contemporaneamente nel campo della poesia e della pittura ;: In questo mondo di automi e di materialismo trionfante, la sua opera mette in guardia e offre un importante messaggio di speranza e di amore che non lascerà insensibili il lettore e l’editore. La sua poesia favorirà l’‘esilio intimo’ dell’io-lettore consentendogli, così, di vivere l’«épopée du réel» (cfr. Guillevic) di concerto con il «tu» all’insegna dell’armonia delle differenze.

     Marcella Leopizzi.

    (1)Michel Bénard « Le calligraphe », in Michel Bénard, Jacques-François Dussottier, La Noria de la Mèmoire, cit., p. 31-32.

    Michel Bénard

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    « Comité directeurLivre d'OR »
    Partager via Gmail

    Tags Tags :
  • Commentaires

    Aucun commentaire pour le moment



    Ajouter un commentaire

    Nom / Pseudo :

    E-mail (facultatif) :

    Site Web (facultatif) :

    Commentaire :